La Befana vien di notte…

Fino a non molto tempo fa, Babbo Natale non passava dalla Toscana. Come nel nord Italia i regali li porta Santa Lucia, qui da noi, quando la mia mamma era piccola, si appendevano le calze alla cappa del camino e i regali ai bambini li potava la Befana, la notte fra il cinque e il sei gennaio. Questa tradizione è andata perdendosi da quando la sera dei regali è diventata il ventiquattro dicembre, e ormai i bambini scrivono la letterina solo a Babbo Natale.

La Befana è diventata una figura minore, anche se in Toscana passa sempre volentieri ed è rimasta molto affezionata alla mia città, tanto che tutti gli anni finisce con la sua scopa in cima al campanile del Duomo e resta bloccata lì finché nel pomeriggio non arrivano i vigili del fuoco a tirarla giù! Si direbbe piuttosto sbadata, ma forse fa una sosta qui per fare felici tutti i bambini che assistono al salvataggio con il naso all’insù dalla piazza. Da piccola mi piaceva molto questa giornata, un’ ultima occasione di festa prima di tornare a scuola dopo le vacanze: quanto detestavo il detto che l’Epifania tutte le feste porta via! Non ci si può aspettare chissà cosa da una vecchietta malconcia, ma i regali della Befana erano sempre molto apprezzati nella loro semplicità: arance, noci, noccioline, quaderni, matite, calzini, e ovviamente i chicchi, caramelle e cioccolatini.

Noi siamo cresciuti, ma le calze della Befana in Soffitta le abbiamo appese e la aspettiamo, certi che non ci lascerà mai del carbone (quello è solo per chi è stato davvero cattivo). Di solito la mia mamma lasciava sempre qualcosa da mangiare per la Befana, che a forza di volare e  attraversare camini tutta la notte era sicuramente molto stanca e avrebbe apprezzato uno spuntino (a casa nostra il camino non c’era, ma come facesse ad entrare per farmi trovare la calza riempita la mattina dopo non è mai stato un problema su cui interrogarsi): quindi la sera prima si lasciava per lei una tazza di latte, un po’ di panettone avanzato dalle feste, e meglio ancora un piattino di befanotti, biscotti tradizionali che in Toscana si preparano esclusivamente per il giorno della Befana. Sono biscotti da bambini, a volte decorati con gli zuccherini colorati o con il cioccolato, di solito abbastanza grandi, a forma di omino, di cavallo, di stella cometa, di calza, e ovviamente di Befana.

Io li ho preparati, che non si sa mai…

Befanotti

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Non li facevo da quando ero piccola, e con sorpresa ho notato che l’impasto non è solido come una normale frolla ma piuttosto morbido, quindi è più facile lavorarlo se si stende abbastanza spesso: il risultato è un biscotto lievitato, croccantino fuori e morbido dentro, inzupposissimo.

Per un vassoio medio di biscotti

  • farina 00, 250 g
  • burro, 100 g
  • zucchero, 150 g
  • zucchero a velo vanigliato, 50 g
  • un pizzico di sale
  • due uova intere
  • scorza di limone
  • albume per spennellare
  • zuccherini colorati e gocce di cioccolato per decorare

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  1. Lavorare il burro freddo a cubetti con la farina come per fare una frolla, formando delle briciole. A parte sbattere le uova con lo zucchero e lo zucchero vanigliato per ottenere una crema spumosa.
  2. Unire il composto di uova al resto, aggiungere il lievito, il sale e la scorza di limone, e  formare un impasto omogeneo abbastanza compatto. Far riposare in frigo coperto con la pellicola per un’oretta.
  3. Stendere l’impasto non troppo sottile, aiutandosi con un po’ di farina, e ritagliare i biscotti con le formine. Stenderli su una teglia con carta forno, spennellare la superficie di albume e aggiungere gli zuccherini o le gocce di cioccolato (o niente, a casa mia li abbiamo sempre semplicemente spolverati di zucchero a velo).  I biscotti non dovranno essere troppo vicini fra loro perché crescono in cottura.
  4. Far cuocere a 180° per circa 15 minuti, poi far reffreddare.
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